lunedì 14 gennaio 2013

Breaking Bad


Walter White è un professore di chimica sposato, con un figlio lievemente ritardato e la moglie in dolce attesa. Vive ad Albuquerque, e conduce una vita discreta. Poco prima del suo cinquantesimo compleanno gli viene diagnosticato un tumore ai polmoni. Pronto a tutto pur di lasciare la propria famiglia nelle migliori condizioni economiche possibili, in seguito ad un incontro fortuito con Jesse Pinkman, un suo ex alunno oramai dedito al narcotraffico, Walter decide di far fruttare i suoi talenti nel modo più illegale e redditizio possibile: la produzione di metamfetamina. Non riesce a fermarlo nemmeno il fatto che suo cognato Hank lavori nella DEA(le forze dell’ordine che si occupano del traffico di stupefacenti).
La serie propone una domanda esistenziale millenaria: il fine giustifica i mezzi? Walter White infatti utilizza un mezzo illecito(la droga) per ottenere una cosa buona(il benessere della propria famiglia). Questo è anche uno dei limiti della serie della AMC: più si va avanti, più il professor Eisenberg(questo il suo nome di battaglia) compie efferatezze, che sembrano non poter giustificare nemmeno una cosa buona come la salvaguardia del futuro dei propri figli.
Detto ciò, Breaking Bad è sicuramente una delle serie a budget limitato meglio riuscite degli ultimi tempi(sebbene non goda del più vasto pubblico): colpi di scena, un montaggio adrenalinico, sequenze degne di Pulp Fiction, attori fenomenali(Bryan Cranston, il papà di Malcolm) rendono il prodotto gradevole e soprattutto ti costringono a seguire una puntata dopo l’altra.
La serie è rivolta ad un pubblico giovane ma non troppo(18-19 +): aldilà della droga, del turpiloquio, della violenza, il dramma personale e familiare poco si presta ad essere seguito e apprezzato da un pubblico adolescente.

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